I Nous Autres di Tziu Turnu feat Beppe Grillo & il vento che ci ha impedito di suonare...
DECIMOPUTZU - The Made in Indonesia in occasione
della protesta degli agricoltori Sardi contro le aste riguardanti le
loro proprietà sono stati invitati ad esibirsi insieme ai
Nos Autres prima degli intervento di Gavino Sale e Beppe Grillo,
purtroppo a causa del forte vento il concerto è
saltato l'unico Made in Indonesia che ha potuto esibirsi e duettare in
un bluesaccio con Grillo è stato il nostro "chitarrista
tuttofare di riserva" nonchè "chitarrista titolare"
dei Nos Autres, l'incommensurabile Tziu Turnu! Se
volete qualche info sulla protesta delle aziende agricole messe
ingiustamente all'asta per colpa di una legge regionale giudicata
illegale, pubblico qua sotto una lettera tratta da http://beppegrillo.meetup.com:
La vendita all'asta delle
aziende sarde a causa della illegalità della legge regionale
44/88 è la
più grave emergenza italiana dopo la Parmalat. In Sardegna
più di
cinquemila aziende agricole e pastorali sono al secondo o terzo incanto
all'asta. Un disastro che coinvolge la vita di decine di migliaia di
persone. Agricoltori, pastori, braccianti sono ridotti alla
disperazione.
Un disastro di programmazione, gestione, governo dell'agricoltura
regionale prodotto nei decenni scorsi.
Il
sistema creditizio chiede a chi lavora la terra in Sardegna circa 700
milioni di euro ma noi, non abbiamo nemmeno le risorse per mandare a
scuola i nostri figli, per la spesa delle nostre famiglie o per mettere
in produzione i nostri campi. Produrre, poi, per cosa? Sono molti anni
che i nostri prodotti vengono venduti (quando possiamo venderli e non
li distruggiamo sui campi) sotto costo. Le banche pretendono
l'equivalente di quasi l'intera produzione agricola di un anno di
lavoro di tutte le aziende sarde.
Chi si avvantaggerà della vendita
all'asta delle nostre terre e per farne cosa? Non certo i creditori;
allora, chi? Gli speculatori che compreranno a prezzi stracciati terre
agricole straordinarie per speculare sulle nostre coste? I parenti o
gli amici di quanti, seduti alle scrivanie di qualche ufficio pubblico
o privato, conoscono le date delle vendite all'asta e si fanno trovare
pronti con qualche offerta dell'ultima ora?
Siamo stati indotti ad
investire e ad indebitarci con le banche da una legge regionale
dichiarata illegale dalla Commissione Europea. Ci viene chiesto di
restituire le somme garantite da quella legge con tutti gli interessi
(che sono lievitati in maniera abnorme e su cui siamo convinti ci siano
ampi profili di illegittimità nei calcoli) mentre le banche,
per la
stessa legge illegale, si guardano bene da restituire gli interessi
(anche pubblici) incassati. Siamo, forse, gente semplice ma abituati a
pensare che se una cosa è illegale, lo è per
tutti ed, allora, se è
illegale per noi lo è anche per le banche e per la Regione
che ha fatto
la legge e, dunque, ognuno se ne dovrà assumere la
responsabilità.
Se
continua così corriamo il rischio che, nel silenzio
generale, passi la
svendita di un intero patrimonio di lavoro, di saperi, di economia,
garanzia di futuro non solo per noi ma per tutti i cittadini sardi. Per
questo diciamo basta e siamo pronti, se dovesse servire, all'ultima
delle battaglie possibili: quelle per la dignità e il
diritto al
futuro.
Bruno Cabitza (Comitato di Lotta degli Esecutati)
Riccardo Piras (Altragricoltura Sardegna)
Giorgio Matta (Soccorso
Contadino Sardegna)